Il Ragdoll e il mistero del gene S

ragdoll
Il Ragdoll, vera montagna di pelo e di dolcezza, è considerato il gatto più buono del mondo: assolutamente incapace di graffiare o di mordere, è un compagno discreto che non dà mai problemi.
La genetica del Ragdoll è piuttosto complessa soprattutto per l’estrema va-riabilità del gene S, che è il portatore del bianco.
Intanto ricordiamo che nel Ragdoll la comparsa del gene mitted (ovvero “guan-tato”) non è casuale come nel Sacro di Birmania. Nel Sacro, infatti, il guantaggio dipende da una coppia di geni recessivi “ss” (il gene recessivo si indica sempre con la lettera minuscola): mentre nel Ragdoll, ad ulteriore dimostrazione che questa razza NON discende affatto dal Sacro, il guantaggio è dovuto ad un unico gene dominante “S” (quando è dominante, il gene si indica con la lettera maiuscola).

Il gene S si comporta in modo molto variabile nei bicolori, che possono avere quattro diversi genotipi: in questa sede non possiamo spiegarvi in modo approfon-dito le leggi genetiche, ma ricordiamo che solo conoscendo l’esatto genotipo del nostro bicolore potremo prevedere il futuro colore dei suoi cuccioli.
Il Ragdoll, con le persone è davvero docile e dolce come nessun altro,
tanto da sopportare senza reagire…
Con gli altri gatti è molto cordiale, tanto che la sua prima reazione, incontrandoli, è quella di coprirli di baci: ma tra gatti qualche piccola rissa può scapparci, anche se di solito è solo un gioco che…sfugge un po’ al controllo.
Con le persone, invece, il Ragdoll non allungherà mai le zampe e tantomeno le unghie: e la cosa davvero incredibile è che si comporta così anche con i cani!

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