L’eleganza dell’Angora Turco

angora turco
La storia dell’Angora Turco è molto antica, anche se non si hanno notizie certe sulla sua origine, si presume che sia stato addomesticato dai Tartari e dai Cinesi nella stessa città di AnkaraDi lui si hanno tracce fin dal XVII secolo: Pietro della Valle, celebre letterato italiano giramondo, lo notò, all’epoca, in Turchia, e lo descrisse nei suoi scritti.
Nella prima metà del XVIII secolo l’Angora figurava già, come razza, nelle opere dei naturalisti Linneo e Buffon.
Il successo del primo gatto a pelo lungo della storia fu immediato: elegante e raffinato, fece il suo ingresso nei salotti dell’aristocrazia francese, prendendo il posto del comune gatto domestico.
Alla prima esposizione felina del mondo, che si tenne a Londra nel 1871, il famoso giudice Harrison Weir descrisse l’Angora come un gatto “che arriva al limite della perfezione felina”.
Purtroppo, alla fine dell’800, l’arrivo del Persiano mise un po’ in crisi l’allevamento dell’Angora: il pelo ancora più lungo della nuova star felina rischiava di causare l’estinzione del gatto turco, nonostante esso avesse ampiamente contribuito alla sua nascita.
Il governo turco, allora, affidò allo Zoo di Ankara un programma di selezione teso a salvare la razza: si lavorò solo su esemplari bianchi con occhi ambra, blu o impari.
L’Angora turco è un gatto estremamente appariscente, con ossatura fine e corpo svelto, grazioso ed elegante.
Le zampe posteriori sono leggermente più lunghe di quelle anteriori.
La testa è da piccola a media: larga alla sommità, si va via via assottigliando verso il mento.
Il naso è di lunghezza media, diritto: può avere una leggera insellatura, ma senza evidenti segni di stop.
Le orecchie sono grandi, appuntite e larghe alla base, posizionate alte sulla testa.
Gli occhi sono grandi, a forma di mandorla, piazzati leggermente in obliquo rispetto alla canna nasale; i colori più diffusi sono il blu, l’ambra e gli occhi impari: ma lo Standard ammette qualsiasi colore e combinazione di colore.
I soggetti da occhi impari, ad Ankara, vengono chiamati “Ankara Kedisi” e sono il simbolo della città. La coda è lunga: larga alla base, si va assottigliando verso la punta.
La pelliccia è setosa, semilunga, priva di sottopelo. L’Angora Turco è un gatto estremamente intelligente e molto affettuoso.
Gli piace molto giocare, specialmente da giovane: ma ama anche intavolare vere e proprie “discus-sioni” con il padrone, usando sia la voce che il linguaggio del corpo.
Quando decide che “deve” esprimerci il suo affetto, è inutile tentare di fare qualcosa di diverso: bisogna dargli retta, perché intanto lui non si arrenderà!
E’ un gatto sensibile e creativo, curiosissimo, sempre pronto a imbarcarsi in nuove avventure: quando qualcosa lo attira deve assolutamente studiarla “a fondo”, nel senso più letterale del termine.
Poiché non è un gatto nervoso, è possibile portarlo ovunque, anche solo tenendolo in braccio: lui non si spaventerà, anzi osserverà con interesse tutto ciò che gli mostreremo.
Con un po’ di pazienza, gli si può insegnare a andare al guinzaglio: ma in realtà lui è in grado di eseguire una “condotta senza guinzaglio”.

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