Acqua e Drahthaar: un binomio perfetto o quasi

acqua cane

Il Drahthaar e il rapporto con l’acqua
D’altro canto lui ha il metabolismo di un’atleta, sembra sempre affamato e ha un’ ottima attitudine come bidone aspiratutto. Se ci rendessimo conto che il cane non si sfoga a sufficienza, correndo in giardino o al parco, dovremmo trovare il modo di farlo nuotare.
Per lui l’acqua è un elemento naturale, che adora letteralmente, e che ci permetterà di fargli bruciare le sue strabordanti energie.
Il nuoto infatti è un esercizio faticoso ed impegnativo, anche se a volta il Drahthaar sembra incrociato con un pesce!
L’ acqua è anche uno dei campi di lavoro in cui questa razza può esprimere al meglio le proprie potenzialità venatorie. Il D. è infatti un eccellente cacciatore re riportatore di anatre.

Per questa razza è previsto un brevetto di lavoro in acqua in cui vengono valutate la passione del cane, la sagacia nel seguire la pista dell’anatra, e la capacità di seguire col naso ogni piccola ust lasciata dal selvatico sull’acqua.
In questa prova conta solo il lavoro del cane con il naso, mentre non ha alcun valore ai fini del giudizio l’inseguimento svolto dal cane con la vista.
Esso mette comunque in evidenza la passione, il coraggio, la volontà e l’iniziativa del cane.
Se non fosse possibile abbattere l’anitra durante la prova il giudice dovrà prendere un’anitra e gettarla nell’acqua profonda. Poi darà l’ordine al conduttore di liberare il cane, che avrà seguito tutta l’operazione. Appena il cane è in acqua profonda, si dovrà sparare un colpo in direzione dell’anitra.
Il cane dovrà ignorare la fucilata, e il riporto dovrà essere sollecito e corretto.
E’ interessante vedere che il cane viene addestrato a consegnare sempre la preda prima di scrollarsi per asciugarsi.
Questa non vuole essere una semplice esibizione di obbedienza, ma ha un preciso valore funzionale. Se infatti l’anatra fosse solo ferita, appoggiandola o allentando la presa per scrollarsi, il cane potrebbe perderla di nuovo nell’acqua, e dovrebbe ricominciare tutto il lavoro daccapo.
Il D. Club rilascia anche un brevetto di riporto, articolato su tre fasi:

  • Riporto di selvaggina di penna
  • Riporto di selvaggina di pelo
  • Riporto da acqua profonda

Per i primi due esercizi un selvatico abbattuto di recente viene legato ad una cordicella e trascinato sul terreno di modo da segnare la traccia, facendo attenzione che il vento spiri possibilmente alle spalle, perché il cane deve seguire la traccia e non avventare.
Il cane, che non ha seguito la preparazione della pista, viene quindi portato in partenza e liberato.
I giudici dovranno valutare soprattutto la volontà del cane di recuperare e non darsi mai per vinto, la gioia di riportare il selvatico al conduttore.
Il tempo impiegato non incide sul punteggio. E’ importante invece la presa del selvatico, che deve essere corretta di modo che la successiva consegna avvenga senza difficoltà.

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